Da giorni su Lesbo si è abbattuto un maltempo che non da tregua. Fino a qualche giorno fa l’inverno sembrava non volesse arrivare e grazie all’alta pressione gli sbarchi erano proseguiti senza interruzione. Nonostante il vento, la pioggia e il mare grosso qualche barca è arrivata comunque. I trafficanti non hanno alcuno scrupolo. Il business deve proseguire a tutti i costi. Il meteo si trasforma nel fattore di rischio che determina il prezzo del biglietto. Con il maltempo la traversata è più economica. Chi ha poche, risorse è in preda alla disperazione è pronto anche a lanciarsi nel mare in tempesta. E se qualche povero cristo arrivato in spiaggia esita a salire a bordo gli puntano una pistola in faccia per dipanare qualsiasi dubbio.

due spiaggia

Così l’altro ieri tre barche sono partite dalla Turchia ma qui non sono mai arrivate. Altri 34 morti.

Lo abbiamo saputo dai media il giorno dopo nonostante sia successo a pochi chilometri da noi, nella acqua territoriali turche. I volontari che avevano il turno di notte ed attendevano le barche sulla costa, hanno visto le flebili luci di una imbarcazione scomparire in lontananza.

Qui tutto è così vicino e terribilmente lontano. Il mare e il buio avvolgono tutto.

Avere informazioni certe sull’isola è estremamente difficile. Si è sicuri solo di quello che si osserva e si vive in prima persona, in un istante e in un luogo preciso.

I morti potrebbero benissimo essere il doppio, nessuno lo saprà mai. La Guardia Costiera turca che non è stata in grado di evitare l’ennesima tragedia ha tutto l’interesse a puntare al ribasso.

Ogni morto in questo mare pesa come un macigno su tutti noi che non siamo capaci di pretendere ed ottenere un passaggio sicuro per queste persone.

Pesa sull’Europa della Merkel che non è in grado di dare una risposta sensata e consegna tre miliardi di Euro ad Erdogan per ridurre il flusso degli arrivi. A quel governo turco che è palesemente connivente con i trafficanti perché è un business troppo grande per lasciarselo sfuggire ed un buon rapporto con la malavita torna utile quando è necessario piazzare una bomba ad Ankara o a Suruc.

Basterebbe spostare il centro registrazione sull’altro lato di questo piccolo braccio di mare e questa assurda strage avrebbe fine.

Quanti morti sono ancora necessari prima di riuscire a capirlo?

Prima di capire che finché la guerra continuerà né gli accordi con Erdogan,né i controlli sulla costa saranno in grado di fermare una marea umana in movimento. Ci sono ancora milioni di persone che hanno già perso tutto e solo il mare un burrasca può fermarli. E non sempre.

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