Attraversare il braccio di mare tra la Turchia e la Grecia costa tra i 1000 ed 2500 Euro (il traghetto costa 10 euro). Il prezzo finale dipende da diverse variabili: il numero di componenti familiari, le condizioni meteorologiche (se è brutto tempo il viaggio è più economico), il tipo di barca o se si accetta di collaborare al progetto (il rifugiato che  pilota l’imbarcazione paga la metà).  La maggior parte delle barche sono semplici gommoni con motori da 30 cavalli con un costo che non supera qualche migliaio di euro. Ogni barca trasporta dalle 40-50 persone.  Ogni giorno in questo periodo arrivano circa 20 barche. Significa 1 milione e mezzo di Euro al giorno.  Se si considera che quest’anno da Lesbo sono passate  500 mila persone parliamo di una cifra che può arrivare ad un miliardo di Euro.  Poi c’è l’indotto, tipo la vendita dei giubbetti di salvataggio. Con alcuni volontari ne abbiamo aperti 70: solo 2 erano veri gli altri 68 avevano all’interno materiale poroso e scarsamente galleggiante. I giubbetti costano tra i 50  ed i 150 Euro cadauno. Poi c’è il vitto e l’alloggio in Turchia gestito anch’esso dai trafficanti.

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A destra il materiale dei giubbetti veri, a sinistra quello finto

Se si arriva vivi dall’altra parte appena si scende dal gommone c’è sempre qualcuno non bene identificato che si porta via il motore fuoribordo. Pare che esista un giro di piccola malavita locale che rivende i motori ai trafficanti turchi per abbattere ulteriormente costi, come se ce ne fosse bisogno. E infatti molto spesso i motori si piantano nel mezzo della traversata.

Poi si viene caricati su un autobus e quando si scende davanti al campo rifugiati, ancora bagnati e senza scarpe,  ci si imbatte nell’ordine:

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Campo rifugiati di Moria

  • nel baracchino della vodafone che vende sim card
  • in gente che cambia 100 dollari per 20 euro
  • paninari
  • venditori ambulanti di vestiti, sacchi a pelo e tende
  • Distributori di Coca Cola e Nescafè
  • Bar ambulanti
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I chioschi Vodafone sono ovunque dal porto ai campi rifugiati

Sembra l’ingresso di un concerto però senza musica né divertimento.

I trafficanti sono sia Turchi che Siriani ed i milioni di dollari vanno ad alimentare il traffico, la malavita e probabilmente anche il conflitto.  Ma da dove arrivano tutti questi soldi? In tempo di guerra non è facile procurarsi grosse cifre in contanti. Qualcuno dice che ha venduto la sua casa e chi l’ha comprata era, indovinate un po?, Russo.

Intanto ieri un’altra barca con 85 persone a bordo è affondata a qualche miglia dalla costa. Fortunatamente sono ormai diverse le squadre di soccorristi volontari e le barche messe a disposizione da organizzazioni internazionali. Nonostante questo a causa delle condizioni del mare un padre ed una figlia sono affogati. Su un altro gommone una bambina è caduta in acqua durante la notte e non è stata recuperata.

Le morti in mare e l’accumulazione di capitali enormi da parte di organizzazioni criminali sarebbero evitabili se solo si utilizzassero in un altro modo i soldi dati alla Turchia e quelli per gli inutili e ulteriormente dannosi bombardamenti in Siria.

Ma oggi è un altro giorno ed il mare è mosso.

 

 

 

 

 

 

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